Prevenire il diabete: non solo con la dieta

Fruttae verdure

Il diabete non si cura con la dieta - quella era solo una fake news circolata sul web. Ma l’alimentazione è parte della terapia di ogni paziente, e mangiare sano e in modo equilibrato è uno dei primi modi per prevenire il diabete di tipo 2 - quello causato da sedentarietà e obesità.

La notizia era circolata insistente negli scorsi mesi e molti pazienti affetti da diabete avevano già gridato al miracolo. Purtroppo, però, il diabete di tipo 1 (il cosiddetto diabete infantile o mellito) non si cura con la dieta o con costosi integratori, e abbandonare l’insulina può essere molto pericoloso – mortale addirittura.

Quello che però è vero, invece, è che nutrirsi in modo sano è la prima terapia per chiunque abbia questa patologia e uno dei modi con cui prevenire il diabete tipo 2, il diabete più diffuso e spesso legato a cattive abitudini di vita, all’obesità e alla sedentarietà.

Sfatiamo il primo mito: elaborare una dieta adatta ai soggetti diabetici non significa stabilire un programma restrittivo e difficile da seguire, ma piuttosto elaborare insieme al medico un piano alimentare sano che tenga conto delle esigenze individuali, non escluso il piacere della buona tavola.

Alimentazione e movimento

Avere il diabete, o prevenirlo, significa semplicemente imporsi delle buone abitudini, che cominciano seduti a tavola ma finiscono in piedi, praticando attività fisica.

Che sia di tipo 1 o di tipo 2, il diabete è una malattia cronica che impone un controllo attentissimo dei valori della glicemia del sangue poiché l’iperglicemia può dare complicanze gravi e danneggiare molti organi come occhi, reni, sistema nervoso, cardiovascolare e neurovegetativo. Non si può sottovalutare o guarire, ma oltre al rispetto della terapia insulinica, una dieta sana e una corretta attività fisica rendono il controllo della glicemia più facile e compatibile con la vita quotidiana e sociale.

La buona norma: controllare i picchi glicemici

Rispetto a quello che si può pensare, l’alimentazione idonea per chi è affetto da diabete non è dissimile da quella che dovrebbero seguire tutti quanti. La prima regola è infatti la varietà e la moderazione. Il controllo del peso e il mantenimento della forma fisica sono di per sé il primo modo per controllare anche una malattia cronica come il diabete. Non bisogna seguire una dieta ferrea misurando le calorie, quanto piuttosto imparare a mangiare meglio, controllando e distribuendo l’assunzione degli zuccheri semplici.

Farine bianche raffinate e gli zuccheri semplici come saccarosio e glucosio che vengono assorbiti rapidamente determinano un’innalzamento repentino del glucosio del sangue, e il cosiddetto picco glicemico. Questa è una situazione pericolosa per i diabetici, che non riescono a controbilanciare naturalmente con la produzione di insulina. E' anche la causa degli accumuli di grasso e degli attacchi di fame nei soggetti sani. Per questo si consiglia di scegliere carboidrati complessi e amidi, che hanno un indice glicemico inferiore e vengono processati con più lentezza dall’organismo, senza provocare sbalzi glicemici nel sangue. Come in ogni alimentazione equilibrata i carboidrati non vanno quindi eliminati, ma limitati a circa il 50% delle calorie totali, con una netta prevalenza di carboidrati complessi e di fibre, ben distribuiti nei cinque pasti della giornata.

Attenzione quindi a pane e farina bianca, riso, pasta all’uovo, polenta, sostitutivi del pane, patate, barbabietole e frutta fresca come banane, cachi, uva e fichi, frutta secca e conserve di frutta zuccherate. Oltre allo zucchero, integrale o semolato, sono da evitare anche altri dolcificanti, seppur naturali, come fruttosio e miele.

Meno alimenti processati, più proteine vegetali

Sempre di più la nostra alimentazione è fatta di prodotti già pronti che nascondono insidie difficili da scovare anche in etichetta. Oltre ai dolci, sono tanti i prodotti “salati” che contengono zuccheri nascosti, molte salse, pane in cassetta, succhi di frutta, bibite, yogurt etc – tutte cose che andrebbero eliminate in favore di cose più semplici e sane. Occhio anche agli alcolici, qualunque essi siano.

Le fonti proteiche animali andrebbero sostituite con prodotti vegetali contenenti proteine per seguire maggiormente i Livelli di Assunzione Raccomandati di Energia e Nutrienti (LARN) che consigliano di apportare 2/3 delle proteine giornaliere da fonte vegetale e solo 1/3 da fonte animale. Perciò carne, formaggi, affettati e uova dovrebbero lasciare il posto con maggior frequenza a legumi e loro derivati, tofu, seitan, frutta secca a guscio. Nulla di nuovo in sostanza: gli esperti consigliano la sana e vecchia dieta mediterranea.

Gli alimenti che abbassano il livello di glucosio

La Società Italiana di Diabetologia ha stilato una lista dei prodotti consigliati come i cereali integrali, orzo, farro, verdure e frutta di stagione ricca di fibre. In particolare nominano pomodori e carciofi, tuberi oltre alla patata come il topinambur e il sedano rapa, il pesce azzurro e l’uso (moderato) di olio extravergine di oliva, capace di abbassare i livelli di zucchero nel sangue. Fra le curiosità, consigliano di rispolverare due erbe aromatiche care a noi italiani, come origano e rosmarino, con proprietà di controllo della glicemia, cannella e curcuma.

Più fibre, come le ha fatte madre natura

Fondamentale aprire un capitolo riguardante le fibre, più che per il loro ruolo a livello intestinale, per la capacità di contribuire alla regolazione della concentrazione del glucosio nel sangue dopo i pasti. Si può ricorrere a cereali e pasta integrale, ad una porzione di verdura per cominciare il pasto e ad abbondanti contorni. Da evitare invece estratti, frullati o comunque preparazioni che spezzano le fibre e ne alterano la loro forma naturale. Oggi siamo tentati dalle trovate del marketing e dai rimedi che promettono grandi risultati senza alcuno sforzo, ma anche a tavola meglio una classica mela da mordere, tutta intera, che una bellissima bottiglietta di concentrato miracoloso di un kg di cavolo nero.

La prevenzione non inizia a tavola

Con i casi crescenti di diabete di tipo 2 anche in fasce sempre più giovani della popolazione, è diventato sempre più stringente la necessità di modificare non solo l’alimentazione come forma preventiva e come integrazione terapeutica nei casi di diabete, ma tutto lo stile di vita.

L’obesità risulta oramai assodato essere uno dei primi fattori di rischio nell’insorgenza del diabete, anche di quello infantile di tipo 1, e l’obesità è causata inesorabilmente dalla sedentarietà. Soprattutto se si è in soprappeso e non si è più giovani, prima di iniziare un’attività fisica o sportiva, meglio parlarne con il proprio medico oltre a fare un accurato controllo dell’apparato cardiocircolatorio, mette in guardia il Ministero. Meglio evitare di improvvisarsi supersportivi della domenica, sforzando cuore e articolazioni, e scegliere iI programma più adatto alle proprie esigenze fisiche e allo stato di salute generale. L’importante è iniziare gradualmente, soprattutto se si è sempre condotta una vita sedentaria, ma soprattutto non smettere.

 

Incidente stradale: come comportarsi

Fruttae verdure

Vediamo insieme alcuni accorgimenti per gestire un incidente stradale con ordine e rapidamente.

Cosa fare in caso di incidente senza feriti o con lesioni lievi

Se si tratta di un incidente senza feriti o con lesioni lievi, dopo aver verificato il vostro stato di salute, quello dei vostri passeggeri e delle persone coinvolte nel sinistro, mettetevi in sicurezza spostando l’auto in un’area ai margini della carreggiata in modo da non ostacolare il traffico.

Se le parti trovano un accordo, è possibile compilare il Modulo di Constatazione Amichevole (CAI) che, oltre a stabilire la responsabilità del sinistro, velocizza la liquidazione del danno. Infatti per ottenere il risarcimento, il danneggiato deve fare denuncia alla propria assicurazione inviando il CAI compilato. Se invece non è possibile trovare un accordo, è necessario l’intervento delle forze dell’ordine.

Se non è possibile spostare i mezzi in quanto danneggiati, chiamate le forze dell’ordine e il soccorso stradale e posizionate il triangolo a 50 metri dal veicolo per segnalare l’incidente ad altri mezzi in arrivo ed evitare tamponamenti.

Cosa fare in caso di incidente con feriti o vittime

Se si tratta di un incidente con feriti o vittime, non potete spostare i veicoli prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Chiamate appena possibile un’ambulanza per il pronto soccorso fornendo più informazioni possibili e le forze dell’ordine. Posizionate il triangolo a 50 metri dal veicolo per segnalare l’incidente ad altri mezzi in arrivo ed evitare tamponamenti.

Ricordatevi che in questo caso non è possibile allontanarsi dal luogo dell’incidente prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, pena la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la sospensione della patente da 1 a 3 anni.

 

Mascherina in auto: chi deve indossarla e quando

Mascherina e covid-19

Quando e chi deve indossare la mascherina in auto? Vediamo insieme quali regole bisogna seguire in base al DPCM introdotto l'8 ottobre 2020.

Chi deve indossare la mascherina in auto e quando?

In auto la mascherina è obbligatoria se a bordo sono presenti una o più persone non conviventi.

In questo caso, bisogna rispettare anche la distanza di sicurezza di almeno un metro (e quindi il numero massimo di persone che possono viaggiare a bordo dipenderà dalla grandezza dell’auto). Non è obbligatoria se si è in macchina da soli oppure con membri del nucleo familiare. Se però a bordo ci sono persone con sintomi influenzali, è meglio indossare la mascherina poiché in un ambiente piccolo e chiuso come l’abitacolo di un auto può favorire le occasioni di contagio.

Chi può non indossare la mascherina in auto?

Sono esonerati dall’obbligo di indossare la mascherina i bambini di età inferiore a 6 anni, persone con disabilità incompatibili con l’utilizzo della mascherina ed accompagnatori che interagiscono con gli stessi.

Cosa succede se non indosso la mascherina in auto?

Per chi contravviene alle norme incorre in una sanzione che va dai 400 ai 1000 euro.

Ricordiamo che in Emilia-Romagna è consentito spostarsi senza fornire alcuna motivazione dalle 5 alle 22. Dalle 22 alle 5 sono vietati tutti gli spostamenti, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Lo spostamento può essere giustificato tramite il modulo di autocertificazione, la cui veridicità sarà oggetto di controlli da parte delle forze di polizia statali e locali. Dichiarare il falso nel modulo di autocertificazione costituisce reato.

 

Documento Unico di Circolazione: cos’è e cosa cambia

auto

È arrivato il Documento Unico di Circolazione, detto DUC, vediamo di cosa si tratta e cosa c’è da sapere.

Che cos’è il Documento Unico di Circolazione?

Introdotto dal Decreto Legislativo n.98/2017 del 1 gennaio 2020, il Documento Unico di Circolazione va a sostituire la carta di circolazione, rilasciata dalla Motorizzazione Civile, e il certificato di proprietà, emesso invece dall'ACI.

Quando entra in vigore il Documento Unico di Circolazione?

Dal 1 novembre 2020 il DUC è entrato a pieno regime ed è obbligatorio per alcune operazioni come nuove immatricolazioni, mini volture, radiazioni per rottamazione ed esportazione all’estero.

Per quanto riguarda i veicoli già immatricolati/iscritti al PRA, l’emissione avverrà in modo graduale in occasione della prima operazione effettuata. Quindi non è necessario farne richiesta.

Obiettivi e benefici del Documento Unico di Circolazione

L’obiettivo del DUC è quello di ridurre i costi e semplificare la gestione burocratica dei veicoli.

Il DUC è in formato digitale, quindi scaricabile dal sito dell’ACI previa registrazione e invio del codice personalizzato per visualizzare il documento, ed è possibile scaricarlo sul proprio smartphone tramite un QR code.

Con il DUC i controlli delle autorità saranno più veloci e precisi, perché potranno verificare in tempo reali tutte le informazioni sul veicolo sottoposto a controllo.

 

 

 

Cibo per la mente

Verdura e frutta

Il cervello ha bisogno di energia e dei giusto nutrienti, per funzionare bene e per mantenersi sano nel tempo. E così ora si fa la dieta anche per pensare meglio.

Siamo quello che mangiamo, anzi, pensiamo quello che mangiamo, ma di come nutriamo il nostro cervello ci preoccupiamo assai poco. Diete, integratori, consigli alimentari esistono oramai per qualunque cosa: per fare la maratona o per avere una pelle luminosa. Siamo consapevoli che serve mangiare bene e nel modo giusto per avere un corpo sano e pieno di energia per affrontare le nostre giornate più impegnative. Peccato che il cervello consumi il 20-25 % dellʼenergia utilizzata dallʼintero organismo a riposo e solo per permettere il corretto svolgimento delle funzioni di base (respirazione, digestione...), mentre sotto sforzo il fabbisogno cresce alla pari di quello di uno sportivo professionista. Nei bambini circa la metà dellʼenergia del corpo viene usata dal cervello.

Mangiare male fa pensare male

La maggior parte del cervello di tutti gli animali è composta, letteralmente, di grasso. Le molecole di acidi grassi che compongono le membrane dei neuroni sono fondamentali per il mantenimento dellʼintegrità cerebrale e non possono essere sintetizzate autonomamente dal corpo.Tra gli organi del nostro corpo, il cervello è uno dei più influenzati dalla nostra alimentazione ed è quello che più facilmente viene danneggiato dalle cattive abitudini. Se il benefico effetto di una corretta alimentazione sullo stato di salute psicofisica generale è ormai un dato acquisito, erano ancora poco noti gli specifici influssi sullʼattività cerebrale: potenziare le capacità mentali nel lungo periodo, minimizzare i vuoti di memoria, prevenire il declino cognitivo e ridurre il rischio di Alzheimer.

Mind Diet

La Mind Diet che arriva dallʼAmerica è stata sperimentata da un gruppo di studiosi al Rush University Medical Center di Chicago ed è una dieta specifica per provare a migliorare le capacità cerebrali e prevenire lʼAlzheimer: la dieta indica dieci cibi amici del cervello da consumare spesso e altri cinque che invece dovrebbero trovare posto a tavola solo raramente. Per alimentare il nostro corpo, dalla testa ai piedi, servono carboidrati ed ecco che la dieta mediterranea sembra essere la soluzione più equilibrata: tre porzioni di cereali integrali e cinque porzioni di frutta e verdura al giorno. Per il corretto funzionamento di neurotrasmettitori e cellule nervose servono invece proteine, grassi e micronutrienti: legumi tre volte alla settimana, pesce due volte alla settimana, pollo e formaggi freschi non grassi solo una volta a settimana. Fra le verdure, preferire quelle a foglia verde scuro, gli spinaci, tutta la gamma di broccoli, cavoli e cavolini di Bruxelles. Benvenuti i frutti di bosco, la frutta secca a guscio, lʼolio extravergine di oliva e, a sorpresa, anche un bicchiere al giorno di vino rosso o bianco. No invece a burro o margarina, carne rossa, cibo fritto e dolci (da consumare solo sporadicamente durante la settimana).

Attenzione al sovrappeso

I consigli alimentari della Mind Diet si sommano alle avvertenze del professione di neuroscienze alla Johns Hopking University Mark Mattson, che ha incentrato il suo studio sulla relazione tra cibo, contenuto calorico dellʼalimentazione e cervello. Un eccesso calorico e il conseguente sovrappeso danneggiano le capacità cognitive, che vengono ulteriormente deteriorate da uno stile di vita sedentario. Quindi, se vogliamo mantenere il cervello in salute, occorre operare una prima grande scelta: mangiare moderatamente, evitando sovrappeso, obesità e diabete, e fare movimento.

Acqua e vitamina B

La disidratazione accelera il restringimento del cervello che si verifica con lʼetà e con la demenza e che è una delle prime cause del suo malfunzionamento anche in soggetti giovani e sani. Alcune ricerche dimostrano che bere da 8 a 10 bicchieri dʼacqua al giorno può incrementare le prestazioni cerebrali quasi del 30%, e la buona notizia è che bere molta acqua annulla gli effetti della disidratazione nel giro di pochi giorni. Grande attenzione anche alla vitamina B, che potrebbe prevenire il rischio di demenza, ictus e malattie vascolari.

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Tratto da Enjoy Living, la rivista di Lifestyle, salute, movimento e buona cucina di Figurella - primavera 2020